Ecco chi ha vinto Inside Comics #4

La giuria si è espressa!

Per questa edizione di Inside Comics, a tema “Green is the New Black”, la nostra giuria di esperti ha scelto all’unanimità “A Gaia, diecimila anni dopo” di Noah Schiatti.

Perché i direttori artistici Diego Malara e Matteo Stefanelli hanno scelto Noah Schiatti:

Con una perfetta padronanza della regia e della grammatica del fumetto, l’autore è riuscito a costruire uno scenario narrativo al tempo stesso essenziale e vivace, che rifugge dagli stereotipi post-apocalittici per rappresentare un futuro sì distopico, ma in cui la rinascita è possibile. L’opera, che centra perfettamente gli obiettivi della traccia assegnata, si segnala inoltre per la ricercatezza della palette cromatica e il design di personaggi e creature. Una promettente prova di storytelling che non sfigurerebbe nelle migliori antologie indie-pop.

Noah Schiatti - Artista

NOAH SCHIATTI

Con i miei disegni voglio rappresentare storie di formazione e crescita personale, focalizzate sull’identità e accettazione di sé, mescolando realtà a sogni malinconici. Lavoro in digitale e tradizionale. Dal 2017 ho preso parte a numerose autoproduzioni italiane ed estere a tema queer, anime, manga, musica e altro.

A Gaia, diecimila anni dopo

Dopo un disastro ambientale a livello mondiale tutti gli esseri umani sopravvissuti sono costretti ad abbandonare la Terra e a vivere sporadicamente da un pianeta all’altro, costruendo piccole colonie.
Gli animali e la vegetazione rimasti sono decimati e iniziano a mutare geneticamente. Dopo svariati millenni l’uomo inizia ad effettuare regolari spedizioni sulla Terra in previsione di ripopolarla. Gli esploratori sono mandati regolarmente a monitorarne le condizioni della flora, fauna e atmosfera.

L’essere umano, in previsione del ripopolamento della Terra, affina le proprie tecnologie per non pesare sull’ecosistema del Pianeta, utilizzando energie rinnovabili e istruendo le nuove generazioni ad un modello di vita sostenibile, per evitare che la Terra sia vittima delle azioni sconsiderate dell’uomo una seconda volta.

Le altre opere selezionate

La nostra giuria ha inoltre scelto alcuni autori per l’esposizione alla mostra che si terrà durante il festival Be Comics!

  • Giorgia Merlin
  • Bruna Martini
  • Dario Bellinato
  • Giulia Giaretta Galgaro
  • Matteo Perdon
  • Gloria Duò
  • Mara Mioni
  • Giovanna Marin

I loro lavori saranno per il momento esposti in uno spazio virtuale offerto da Progetto Giovani Padova.

Il voto del pubblico

Nei giorni precedenti a quello che sarebbe stato il weekend del Be Comics! *sigh* abbiamo lanciato un concorso su facebook, per selezionare l’opera che avrebbe raccolto più reazioni e commenti.

Il pubblico si è espresso e ha scelto Giulia Giaretta Galgaro con il suo “Apocalisse“.

L’illustrazione è intitolata “Apocalisse”, ma tende provocatoriamente a far riflettere sul fatto che questo concetto è un nostro esclusivo punto di vista. Perché per quanto l’umanità non si limiti nello sfruttamento delle risorse del pianeta, incurante delle conseguenze, la natura e la vita vanno avanti in ogni caso, magari in modo diverso, non per forza con noi. Lo dimostra quanto avvenuto, per esempio, nel sito di Černobyl’, in cui dopo la fuga dell’uomo flora e fauna hanno ripreso a
prosperare, pur senza la pretesa tutta umana che l’individuo arrivi a vecchiaia, perché ciò che importa nei meccanismi della natura è, ma non necessariamente, il perpetrarsi della specie, regolato dal delicato equilibrio fra preda, predatore e malattia.
L’uomo ha totalmente sorpassato questo punto di equilibro: non ha predatori, le malattie sono in parte state sconfitte, o per lo meno così si tende a credere, e le tecnologie portano all’illusione di poter continuare a vivere sempre più a lungo e sempre più numerosi, cosa impossibile ormai a medio termine. Se la tecnologia migliorasse e rendesse la nostra impronta ecologica individuale inferiore a quella attuale, comunque la tendenza come popolazione sarebbe quella di crescere, e il
problema verrebbe solo posticipato. Se (egoisticamente) vogliamo salvare noi stessi e il mondo naturale così come lo conosciamo e siamo abituati a vederlo come possiamo fare? Forse essere di meno? In che modo?
Il problema è solo nostro.

L’immagine, da leggere in senso orario, mostra un pianeta “Madre” totalmente indifferente agli eventi, che accompagna, senza distinzione alcuna, un’umanità tracotante, inutilmente litigiosa e le specie che non sono riuscite a sopravvivere a tale tracotanza verso il limite per tirare fuori dal proprio grembo qualcosa di nuovo, più adatto e “adattato”.

30/03/2020