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Il grande Belzoni: tra fumetto e archeologia

Incontro con Walter Venturi, autore del romanzo a fumetti “Il grande Belzoni” (Sergio Bonelli Editore) e con l’archeologa Francesca Veronese, Museo Archeologico di Padova

Una vita all’insegna dell’avventura, quella di Giovanni Battista Belzoni, che ha ispirato il mondo del cinema e che ha suggerito all’inventiva di Walter Venturi la creazione di un fumetto – pubblicato nel 2013 da Sergio Bonelli Editore in un corposo volume inserito nella collana dedicata ai romanzi a fumetti – in cui il grande esploratore è protagonista indiscusso. E proprio di questo dialogheranno l’Autore e l’archeologa Francesca Veronese del Museo Archeologico di Padova, nel corso di un incontro previsto per sabato 18 marzo, alle ore 16, presso la Libreria Zabarella (Via Zabarella 80). 

Fisico prestante – era alto 2 metri e 10 -, elegante nel portamento, occhi azzurri, capelli fulvi: questo il “grande Belzoni”, padovano nato nel 1778 a Padova, nella zona del Portello, lo storico quartiere su cui gravitava il porto che collegava la città con Venezia. Nato in una famiglia dalle modeste possibilità – il padre faceva il barbiere – Belzoni esordisce come uomo di spettacolo nei teatri londinesi: nel ruolo di Sansone Patagonico ottiene grande successo, con un numero di forza in cui riusciva a sollevare fino a 11 persone. Nel 1815 un viaggio lo porta in Egitto e qui per lui scoppia il “colpo di fulmine”. Affascinato dai resti di quella cultura millenaria, intraprende tre viaggi lungo il Nilo, nel corso dei quali inizia delle vere e proprie esplorazioni, scoprendo molte dalle realtà che oggi sono mete turistiche ben note. A lui si devono il disseppellimento del tempio di Abu Simbel, l’entrata nella piramide di Chefren, fino ad allora ritenuta priva di ingresso, la scoperta della tomba del faraone Seti I. Esplora cunicoli, affronta nel buio delle sepolture cumuli di mummie e il caldo soffocante, per mesi le necropoli degli antichi Egizi gli fanno da rifugio. 

15/03/2017